
Ho avuto una gran botta di culo.
Niente di più, niente di meno.
Una mia amica ha vinto due biglietti per il LIVE8 di Londra e mi ha immediatamente invitato ad accompagnarla.
Mega-concerto, buona compagnia, un tot di gruppi musicali straordinari.
Sabato 2 luglio 2005.
Alle 6 del mattino eravamo già al pre-ingresso, occhiolini a destra e manca: i miei pantaloni attillati dentro stivale texano e l?occhione languido della mia amica hanno fatto presa su una lesbo-security facendoci passare al volo senza controllo.
Picchetto all?alba, coraggioso ed agguerrito gruppo pronto a tutto per assicurarsi le prime file all?apertura dei cancelli, prevista per mezzogiorno.
Clima rilassato, che neanche la pioggia ha scalfito.
Bandiere varie, muppet giganti, palloncini, birre, radio, spinelli, libri, riviste, e teli impermeabili; qualche show improvvisato da ubriachi dalla sera prima, qualche ragazzino sfinito perché in arrivo, ovviamente pieno d?alcool e droga, dalla lontana Scozia. Adolescenti, coppie datate, attempate zitelle rumorose e ridanciane, giovani zitelle scontente e borbottanti, silenziosi amici di vecchia generazione.
All?apertura dei cancelli ci siamo lanciati tutti come giaguari, o almeno questa era l?intenzione?.dai gate alle prime barriere c?era la distanza di un campo da calcio, vedere correre me e la mia compare era uno spettacolo pietoso.
La più minuta passa all?attacco, con scatto rapido ed esplosivo, la vichinga (me medesima?) sbuffando la segue pachidermica sotto il peso di uno zaino stracarico; qualche centinaio di metri più avanti la prima rallenta e la seconda la raggiunge dopo qualche buon secondo, la prende per mano e prosegue trascinandosela via in una specie di staffetta per la più resistente.
Abbiamo ballonzolato schivando donne cannone, individui perplessi e security allarmata, fino a giungere davanti al palco.
Abbiamo ansimato e rantolato per mezz?ora, constatando con disappunto che pur trovandoci nelle prime file, il palco risultava distantissimo causa la recinzione VIP.
Sgrunf. Anf.
Beh, da li in poi era fatta.
Lotta senza pietà per mantenere le posizioni.
Piccoli espedienti per evitare a tutti i costi di andare alla ricerca di bagni.
Appallottolarci a terra di tanto in tanto per scaricare il peso dalle gambe.
Macchinetta pronta per ?sparare? foto all?ennesima divinità musicale che comparisse sul palco.
Straordinario.
A dire la verità, alla quattordicesima ora dal picchetto in entrata abbiamo iniziato a dare segni di squilibrio.
Il tutto mentre un british-provolone faceva l?occhiolino alla mia sempre più spenta compare oramai accecata dall?allergia ai pollini ed io con occhio vitreo guardavo due baby-fidanzatini pensando al mio ?ominus sardus? che avrei tanto voluto con me in quel momento.
Brevi (!) cenni sul concerto.
E-MO-ZIO-NE.
Pur sfatte di sonno, sete e stanchezza, io e la mia amica abbiamo saltellato gridato ed osannato fino alla fine: nove ore e mezza di musica al di la di ogni aspettativa.
C?erano gruppi che sentirli cantare e suonare dal vivo ti mettono la pelle d?oca.
Gruppi che rimani a bocca aperta e pensi che forse Dio esiste e si è incarnato in una serie di pazzi, magari anche drogati e sbollati, ma con un talento che è pura arte.
> U2: stupedi, Bono in veste di divo-piacione come non mai!
> REM: lui spaventosamente alieno, ma innegabilmente bravo.
> Velvet Underground: da urlo, strabilianti, un capolavoro di outfit rock-trash ed ottima musica, ovviamente inutile commentare chitarra e basso, giusto?
> Snoop Doggy Dog: odiavo quella musica e mi sono trovata a saltare con altre 300.000 persone tanto travolgente era il ritmo, è stato splendido, non importa se il tizio è un esaltato che dice solo un mare di cazzate.
> Annie Lennox: bravissima e commovente, era forse l?unica di tutti gli artisti davvero profondamente toccata dal problema della povertà nel terzo mondo. Visibilmente invecchiata e dimagrita, credo che abbia dato la priorità alla vita degli individui bisognosi d?aiuto, piuttosto che a sedute in centri di cosmesi ringiovanente.
> Elton John: un pazzo furioso, omino ingrassato e magari buffo, ma talmente carico d?energia e talento che ha travolto tutti come uno schiaffo in pieno volto. Una voce straordinaria, magia al piano, su cui si è anche arrampicato sgambettando mentre (ovviamente!) continuava a suonare.
> Irrimediabilmente senza voce Dido: belline le sue (pressoché identiche) canzoni, peccato l?esecuzione. Imbarazzante il suo duetto con Yussundour, il quale invece è indubbiamente un cantante a tutti gli effetti.
> Dopo SanBono apparsa anche la Madonna: davvero insignificante e fuori luogo il tentativo da pudica brava ragazza, con uno show corto, scialbo e nettamente al di sotto delle aspettative.
> RobinWilliams. Lui si che non ci ha deluso! Prima di vederlo non impazzivo per lui. Non credo abbia una voce straordinaria. Non credo neanche che abbia un leggendario talento da compositore. Ma cazzo come si muove! E? se stesso al 100%, se ne frega di recitare una parte, di adeguarsi alle circostanze. Ha iniziato con ?let me entertain you? come è giusto che facesse, ed ha continuando scatenando un entusiasmo di massa senza precedenti, come solo lui poteva. Un?icona nazionale: guardando le orde di inglesi in preda al delirio attorno a me, ho visto la potenza di un FENOMENO NAZIONALE, un idolo per la classe medio bassa, un simbolo di rivalsa e vitalità in una nazione classista e spesso razzista. Giustamente introdotto da un suo amico ed idolo alla pari, David Beckham, altro fenomeno delle masse popolari inglesi.
> Gli Who. Gruppo da molti, me compresa, ignorato. Dimostrazione che l?artrite ha la peggio su un talento e carica senza tempo. Troppo bravi. Davvero. Troppo coinvolgenti. Giuro, manina sul cuore!
> Pink Floyd: l?unico gruppo non introdotto del concerto, a ragion veduta. Fin dalle prime note ho capito. Mi sono trovata avvolta in una leggenda. Attempati signori che con grazia e tranquillità ci hanno preso in punta di dita e cullato con emozioni talmente profonde da farci sentire stupiti e fortunati di essere li, gola secca ed buco del culo infiammato, gambe doloranti ed occhi gonfi, tutto valeva anche solo una loro canzone. Non posso spiegarlo. Valeva la pena e basta.
> Poi ancora Sir McCartney: confesso di non provare particolare simpatia nei suoi riguardi, ma una volta preso il microfono in mano ho avuto la spiegazione per il successo dei Beatles. Non solo la musica ed i testi: pagherei oro per poter ascoltare lui e John Lennon insieme dal vivo. Veri grandi mostri sacri. Voce e carisma. Tutto.
Trascuro alcuni cantanti o gruppi: molti piuttosto bravi, alcuni dimenticati nell?oblio, impossibile parlare di tutti.
Nota gossip: particolarmente odiata Mariah Carey, i cui acuti e sopracciglia impeccabili non possono nascondere una donna di irritante egocentrismo ma soprattutto stupidità innegabili.
Basta, sono stufa di scrivere.
Fine del post aggiornamento.